QUANDO LA FEBBRE NON E’ UN PROBLEMA E QUANDO INVECE LO E’?

La temperatura ha un importanza relativa; è molto più importante che il bambino beva molto ed espella – attraverso l’urina, il sudore ed eventualmente le feci -, che possa parlare e rispondere, dormire, riposare e rigenerarsi. È molto importante osservare quello che accade, dobbiamo capire che la qualità della febbre è molto più importante della quantità. Questo significa che ci sono bambini che con una febbre a 40° continuano ad essere vivaci e attivi, altri invece che con 38° sembrano moribondi. Inoltre dobbiamo sapere che la temperatura corporea durante un influenza tende a salire durante la sera e a diminuire al mattino al risveglio. Durante la febbre è indispensabile, come d’altronde in tutte le manifestazioni di malattia, che i genitori siano sempre vigili ed attenti e che richiedano l’assistenza del medico se il bambino manifesta determinati comportamenti:

  • Il bambino muta talmente la sua natura che i genitori notano atteggiamenti insoliti.
  • Non risponde, è apatico, non riconosce più i genitori
  • Vaneggia per un tempo prolungato o ha paure inspiegabili
  • La febbre dura più(nel caso di bambini al di sotto dei sei mesi, è necessario rivolgersi al pediatra anche al secondo giorno di febbre)
  • Il bambino ha dolori inspiegabili, crampi o rigidità alla nuca
  • Se dopo uno sfebbramento che dura ormai da 2 giorni, il terzo giorno il bimbo si sveglia con una febbre altissima già in prima mattina.

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